DIREZIONE OBBLIGATORIA … A SCELTA

I problemi iniziano la mattina  ,


mi sveglio , ci salutiamo e lo porto in bagno ,


naturalmente per scaricare liquidi


e oramai questo è diventato un rito :


fisso il gabinetto e con sguardo minaccioso gli parlo ,


– tu non piaci a me come io non piaccio a te , tu sei troppo piccolo mentre io non sono preciso ,


ma dobbiamo convivere ancora per chissà quanto tempo e comunque sono quasi tutti come te per cui meglio farsene una ragione –


prendo le misure , mi afferro deciso a non sbagliare , prendo la mira e scarico ;


oooh , goduria ,


anche stamattina è andata .


A seconda della vita che si conduce e se si ha o meno la zita ci sono in media tre momenti critici in una giornata , che a seconda della persona possono cambiare eh … non siamo mica tutti uguali ;


nelle giornate piatte  i tre momenti sono la mattina , la prima urinata al bagno dell ‘ università ,


o del lavoro , e quella prima di andare a letto parecchio incomati …


Una volta capita la situazione si fa attenzione e nella maggior parte dei casi oltre il bordo del gabinetto non si finisce , ma non è sempre rose e fiori .


Alcune rimangono impresse nella memoria per l' incredibile danno che hanno provocato o che avrebbero potuto provocare .


Da piccolo il mio primo dramma ,


parecchio timido e coglioncello , ma il cervello lo facevo girare comunque .


Prima media ,ora di ginnastica  ,


magliettina azzurra , scarpe da ginnastica bianche e pantaloni della tuta in "cotone" grigio  chiaro ;


pisciatina rituale prima di uscire dagli spogliatoi ,


ancora inesperto sui rapporti uomo gabinetto ,


lascio andare la tensione e come stregato da quella riga di liquido giallo paglierino mi fermo a fissare il punto nero che minaccia l' estetica della tazza , cercando nell' unico modo possibile di aiutare quel povero gabinetto che sembrava cercare qualcuno capace di tale impresa ,


ebbene mi aveva trovato , e bello soddisfatto ero quasi riuscito a completare l' opera quando qualcosa di minaccioso attira la mia attenzione ,


quel filo di liquido giallo non era così uniforme come sembrava , non appena usciva dal


" canale " un piccolissimo e all' apparenza insignificante filino di pipì andava nella direzione perpendicolare al flusso principale …


il risultato mi sembra scontato ,


macchia delle dimensioni di una mano nei pantaloni , proprio a quella altezza , come se me la fossi fatta addosso , ricordiamo che i pantaloni erano in cotone …


panico ,


che fare ?!?!?


la paura mi assale , cerco in tutti modi di pensare mentre immaginavo i possibili commenti dei compagni , tanto piccoli quanto crudeli , finchè lampo di genio ,


aspetto che escano tutti dal bagno ,


dalla palestra sento il professore chiamare il mio nome ,


" Toro , dov' è Toro ?


Toro assente . "


Vado al rubinetto , apro l ‘ acqua , con le mani bagnate provo a dare una pulitina molto superficiale ,


fatto , la macchia ancora più evidente ma fa parte del piano , mi bagno nuovamente le mani e comincio a schizzarmi tutti i pantaloni fino alle scarpe mentre sulla maglietta mi scarico tanta di quella acqua da sembrare uscito dalla doccia  , in faccia gocciolo ,


mi sono bagnato dalla testa ai piedi …


esco dagli spogliatoi , il professore scioccato e la classe a ridere ,


– ma che è successo –


professore il rubinetto ,


mi sono fatto la doccia per sciacquarmi le mani ,


si è rotto , è una cosa pazzesca…


 


sembra avere funzionato e dopo un ora sono asciutto e pulito ,


shuiff ,è andata …


Da allora mai più tanta ingenuità .


 


12 forse 13 anni ,


sveglio da poco , vado in bagno perché il momento lo richiede e trovo il papi che fa il bidè ,


gabinetto libero = mi lascio andare ,


tranquillo comincio a scaricare mentre di botto il papi si alza col fringuello al vento e gridando


– ma dai … porca vacca , mi pisci addosso , che schifo –


mentre tra sconcerto e riso incontrollato finisco per lavare tutto il gabinetto , bidè , rubinetto , pavimento .


Mi è toccato pulire tutto il bagno e dopo fare la doccia  , ma stavolta con l' acqua .


Da quel giorno se sono in bagno non entra nessuno , chissà perché …


 


18 anni ,


dopo diversi mesi che stavamo insieme il primo amore mi porta a casa per presentarmi i suoi ,  insomma il classico pranzo imbarazzante come pochi in cui devi pesare ogni singola parola , fare attenzione a quello che si dice e tentare di non fare scena muta ,


ecco in quel caso per non sbagliare mi sono limitato a dire il mio nome e a rispondere alle domande in maniera diretta e rapida …


si ,no , si si… , insomma , no ,beh si forse ,già …


e così via  .


La tensione cresce assieme alle dimensioni della mia vescica , chiedo dove sia il bagno ,


la seconda a destra , mi dicono , ah entra in quello blu ,


era quello degli ospiti… già scioccato di mio per la presenza di due bagni ,


pazzesco , due bagni nella stessa casa , e se ti scappa e sono entrambi liberi come fai a scegliere …


ma quello è un altro discorso ,


finalmente entro in bagno , dopo aver sbirciato un attimo nell ‘ altro , ed effettivamente questo era più formale , alzo la tavoletta e accanto alla tazza vedo un porta riviste con una rivista interessantissima sulla fisica , probabilmente del padre , capisco subito che è una di quelle riviste sacre che ti arrivano per posta e che costano un putiferio con gli articoli che per quanto sono belli si fanno leggere lentamente gustando parola per parola ,e capisco che se è in bagno è perché l' avrà dimenticata il padre di lei .


Interessato decido di dargli un occhiata a pisciatina finita .


Mi sbottono e comincio  a scaricare dopo naturalmente aver preso bene la mira ,


intanto penso che è meglio farla velocemente per non perdere troppo tempo con la rivista , e mentre fisso la parete di fronte a me aumento l' intensità del flusso .


aaah ,finito .


Aspetto a tirare l' acqua per non attirare l' attenzione ,


abbasso il coperchio mentre allungo la mano per afferrare la rivista ma stranamente la sento umida …


un brivido mi attraversa la schiena ,


la guardo e…


il " bianco 90 spavento " diventa il colore predominante sul mio viso ,


la rivista gocciolava  ,


che devo fare… ?!?!?!!?!?


comincio a pensare come un pazzo ,


il phono ,


no , fa troppo rumore ,


l' asciugamano ,


no metti che poi puzza ,


la carta igienica ,


si …


vado con la prima pagina , e mentre mi dico – dai che funziona , dai che funziona …-


le parole passano dal giornale alla carta igienica ,


mi dico guarda il lato positivo , mentre ti pulisci il culo ti fai un po' di cultura …


ma il tempo scorre e in cucina comincia a sentirsi la mia mancanza .


D' improvviso s' accende la lampadina del cervello .


Fatto .


Esco come se niente fosse e torno a sedermi .


La mia ragazza mi chiede


– come mai hai tirato la catenella 6 volte ? –


……………………….. …………………………. ..


– 6 volte …? ma che dici ,chissà che hai sentito … –


Suo padre si alza e dice – beh ora tocca a me –


Rimango impassibile , suo padre torna e mi accorgo che per tutto il tempo la mia ragazza mi aveva parlato ma non avevo sentito una parola …


Chiede alla moglie dove fosse la sua rivista , convinto di averla dimenticata in bagno ,


-sarà con le altre nel tuo ufficio –


-ma si , sicuramente … –


-sai – rivolgendosi a me – ogni mese mi arriva a casa una rivista di fisica molto famosa , e a questa in particolare sono molto affezionato perché hanno pubblicato una ricerca che ho fatto quando ero all ‘ università  , una rivista molto bella , con il pianeta –


– giove – dico io , senza credere alle mie parole …


– si giove , ma come lo sai ? –


panico , brividi , sudore freddo ,


-la conosci ?- mi chiede


-ssssssssi , la conosco , arriva a mio zio , è un appassionato di fisica … –


-ah … complimenti- mi dice ,


a fra me e me pensavo se solo sapesse …


Scampata per un pelo .


 


Passa una settimana  e vengo nuovamente invitato .


Il padre di lei si siede irritatissimo ,


– non la trovo , la rivista non la trovo più –


mi guarda come se volesse staccarmi le braccia a morsi ,


io apro la bocca come a voler dire qualcosa ,


suo padre mi guarda con occhi lucidi come se sperasse che io avessi la soluzione ,


aspetta che io dica quello che avevo da dire ,


guardo sua madre ,


guardo la zita ,


guardo di nuovo lui ,


– di chiii paaarlavamo ? –


Della rivista non si seppe più nulla .


La tensione era cresciuta e la vescica sembrava volere scoppiare ,


chiedo di potere andare in bagno ,


-seconda a destra ,il bagno blu-


-no , quello blu no – dico io , anche stavolta , senza credere alle mie parole…


– eh no , è che adesso vorrei provare l' altro … –


silenzio ,


-va bene , mi dice la madre di lei un po' perplessa –


vorrei prendermi a schiaffi ma prima è meglio fare la pipì ,


entro in bagno e come fosse una persecuzione ecco un altro porta riviste pieno ,


che fare …


alzo la tavoletta e provo diverse angolature ma nulla mi convince finchè…


eureka .


E fu così che scoprì che l' unico modo per farla tutta dentro è farla da seduto .


 


PS : scommetto che tutti i ragazzi che hanno letto la prossima volta che andranno a fare la pipì faranno attenzione a centrare il buco senza sbavature …

DIREZIONE OBBLIGATORIA … A SCELTAultima modifica: 2006-04-10T01:28:38+02:00da solo_treparole
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